I giardini di Firenze

Il Giardino delle Rose

Firenze è una città il cui centro storico risulta prevalentemente costruito in pietra, i suoi monumenti sono colmi di storia e conosciuti in tutto il mondo ma in realtà Firenze offre anche molti giardini estremamente curati e ricchi di fiori profumati. Alcuni di questi giardini, oltre ad essere un punto per fermarsi, riposarsi e godere della natura circostante, regalano una vista mozzafiato su Firenze grazie alla loro posizione strategica. È il caso del Giardino delle Rose, che si trova nella zona dell’Oltrarno, sotto il Piazzale Michelangelo. Nel 1865 il comune di Firenze incaricò l’architetto Giuseppe Poggi di progettare questo spazio verde per inaugurare Firenze che stava divenendo capitale d’Italia. Il Giardino delle rose ricopre circa un ettaro di terreno terrazzato e ospita 1000 varietà botaniche di cui 350 specie di meravigliose rose antiche risalenti fino al 1550. Il periodo migliore per visitarlo è sicuramente tra maggio e giugno quando le rose sono in fiore e si può ammirare il centro storico della città incorniciato dai vari colori delle rose ma anche di tutte le altre piante come gli alberi di limoni e l’oasi giapponese Shorai, donata a Firenze dalla città gemellata di Kyōto e dal tempio Zen Kōdai-ji nel 1998. Questo giardino oltre ad ospitare questa splendida collezione di rose, dal 2011 è la dimora di 10 sculture di bronzo e 2 gessi dell'architetto e artista belga Jean-Michel Folon, donate dalla sua vedova. Il giardino è aperto tutto l’anno e ha l’ingresso gratuito tutti i giorni.

Il Giardino dell’Iris

Sotto al Piazzale Michelangelo ma sul lato opposto, ovvero a destra si trova il Giardino dell’Iris. L’iris, fiore comunemente conosciuto come giglio o giaggiolo, è il simbolo di Firenze. Le 200 diverse specie che ospita sono da visitare in primavera quando fioriscono, infatti è aperto solo a maggio e ha l’ingresso libero. In questo periodo viene eletta la varietà ibrida di iris più bella dell’anno secondo il Concorso Internazionale organizzato dalla Società Italiana dell'Iris che cura il giardino e che attraverso la combinazione di questi fiori ha l’obiettivo di trovare la tonalità scarlatta di quello rappresentato nello stemma di Firenze. Essendo che l’iris per natura è viola e bianco e difficilmente si ottengono altre sfumature, ancora non si è trovata la tonalità perfetta. Il giglio di Firenze è rosso su base bianca in quanto questi erano i colori dei guelfi e da quando scacciarono i ghibellini i quali avevano lo stemma a colori invertiti, si sono adottati come colori del simbolo fiorentino. Il Giardino dell’Iris nei suoi 2.5 ettari comprende anche altre piante ornamentali e un laghetto per la coltivazione delle tipologie acquatiche che insieme alla vista su Firenze regalano un’atmosfera magica e romantica.

Il Giardino Bardini

Il Giardino Bardini è vicinissimo a Ponte Vecchio e per questo si potrebbe anche pensare che la vista che offre su Firenze, sicuramente molto suggestiva, sia addirittura meglio di quella dal Piazzale Michelangelo. È un giardino che è sempre appartenuto alle famiglie ricche fiorentine e durante gli anni è stato esteso fino a raggiungere le mura cittadine. Agli inizi del 1900 quando divenne una proprietà dell’antiquario Stefano Bardini furono ampliati maggiormente i confini fino in cima al colle raggiungendo quattro ettari di giardino. Il colle in questione è il colle Belvedere, il nome è dovuto proprio per la vista incredibilmente bella che si può scorgere sui monumenti principali di Firenze e sulla chiesa di San Miniato al Monte. La villa all’interno del giardino oggi ospita sia una collezione permanente di opere dell'artista Pietro Annigoni, sia mostre temporanee durante tutto l'arco dell'anno. Questo giardino si distingue anche per la composizione, infatti si possono rilevare tre giardini, diversi per epoca e stili: il giardino all’italiana, con la magnifica scalinata barocca; il bosco all’inglese che, per i suoi elementi esotici, si potrebbe chiamare giardino anglo-cinese; il parco agricolo dove si sviluppa un frutteto e lo splendido pergolato di glicini che conduce fino alla Loggia Belvedere. Il glicine è una tra le piante più suggestive e amate dai visitatori del Giardino Bardini e si narra che il glicine sia stato portato come rarità dalla Cina da Marco Polo. Questa pianta fiorisce tra aprile e maggio e questo è quindi il momento migliore per visitare questo giardino.

Il Giardino di Boboli

Il Giardino di Boboli è sicuramente tra i giardini più famosi italiani ed è il connubio perfetto tra natura, storia e arte risultando così un vero e proprio museo all’aperto. Questo giardino è nato tra il XVI e il XIX secolo sotto il comando della famiglia De’ Medici come giardino granducale di Palazzo Pitti. Con i suoi 45.000 metri quadrati ospita oggi sculture dall’epoca dell’antica Roma al XX secolo, laghetti di ninfee, fontane, grotte e non mancano gli edifici pregni di storia come la settecentesca Kaffeehaus in stile roccocò, che permette di godere del panorama sulla città, o la Limonaia, ancora nell'originario color verde Lorena. L'architetto di questo spazio verde fu inizialmente Niccolò Tribolo, che dieci anni prima aveva già superbamente lavorato ai giardini della Villa medicea di Castello ma negli anni furono molti gli architetti ad averci messo le mani fino a renderlo di una forma vagamente a triangolo allungato con due assi quasi perpendicolari che si incrociano vicino alla Fontana del Nettuno dove la statua del Dio del mare emergente da uno sperone roccioso, la quale si affaccia sul panorama mozzafiato. Questo è un giardino molto complesso e i pezzi di storia che si trovano al suo interno sono moltissimi, per esempio si può ammirare l'anfiteatro, abbellito con un obelisco egizio, il quale segna il punto dove la collina di Boboli venne scavata per prelevare la pietraforte usata per costruire Palazzo Pitti. Il valore e la bellezza di questo giardino e stata stimata tale da Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO nel giugno 2013.

Ecco il link per visitare uno di questi splendidi giardini: https://www.madeoftuscany.it/it/palazzo-pitti-tour-privato/